giovedì, 27 dicembre 2007 @ 11:22
Rotola, rotola, rotola
strada facendo rotola
gira rimbalza e rotola


...prendo spunto da queste meravigliose e, soprattutto, ispirate parole de Il Barattolo di Gianni Meccia per dire che: NON VOGLIO VEDERE CIBO ALMENO FINO AL 2008!
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Categoria: quotidianità
venerdì, 21 dicembre 2007 @ 09:24
Metti che sei in copisteria impegnata a fare fotocopie, attività che ti terrà impegnata anche nei prossimi mesi e molto probabilmente anche per un ulteriore biennio. Dicevo. Metti che sei in copisteria, il cui gestore è un ragazzo che avrà, sì e no, un paio d'anni più di te, da noi soprannominato Mister Simpatia. Non sorride praticamente mai, non parla praticamente mai e, le poche parole, le pronuncia così a bassa voce che manco in un confessionale. Ecco, metti che a forza di vederti quasi tutte le mattine lì alle prese con tomi di vario spessore e grandezza; a forza di scusa, è finito il toner oppure di si è inceppata la carta o, ancora, si sono cancellate le impostazioni come si fa... Beh, dai e dai, riesci a strappargli un sorriso. Addirittura si è spinto a chiedermi della tesi non senza diventare rosso come un peperone. Così hai la conferma che la sua è semplicemente timidezza e, forse, un po' di insicurezza che tenta di celare alla meno peggio con atteggiamenti da duro, scazzato, presuntuoso, spesso scostante ecc.
Ieri mattina ciò che non ti aspetti. Metti che Mister Simpatia in fase scioglimento ti si avvicini per impostare la fotocopiatrice, come sempre del resto perché tu sei un vero e disastro, tu ci scherzi e sorridi. Lui sorride arrossendo, come sempre, e...hai la bocca a cuoricino, dice. Co...cosa...? Puoi ripetere...? Ma sì, cioè...soprattutto quando sorridi...hai le labbra a cuoricino, ripete sorridendo.
Questa volta sei tu ad arrossire e lui si allontana per andare ad assistere un altro utente inesperto.
Peccato che inizino le vacanze di Natale.
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venerdì, 14 dicembre 2007 @ 18:43
fishbowl
"We're just two lost soul
swimming in a fish bowl
Year after year,
running over the same old ground
What have we found?"
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lunedì, 10 dicembre 2007 @ 18:38
Oggi
Giornata un po' frenetica. Quel tanto che basta.
"Odio i lunedì"
Mi sento anestetizzata. Come se guardassi le cose con distacco.
Passivamente.
Mi sento stanca.
E se penso a domani, mi viene da piangere.
Un'altra giornata tirata.
"Odio i lunedì"

Stasera
Qualcosa di nuovo prenderà posto sulla mensola in camera mia e mi farà compagnia.
Mi concederò una lunga doccia bollente e rilassante.
E, sì, non vedo l'ora di infilarmi sotto al piumone. Al caldo. Al sicuro.
Stasera
Che ogni tanto si ricordano di trasmettere un film con la effe maiuscola...
"Mi dispiace ragazzi. Non basterebbero nemmeno tutti i punti del mondo per ricucirmi. È finita. Mi metteranno nel negozio di pompe funebri di Fernandez sulla 109esima strada. Ho sempre saputo che prima o poi sarei finito lì, però molto più tardi di quanto pensava un sacco di gente. L'ultimo...dei Mohiricani. Beh, forse non proprio l'ultimo. Gail sarà una brava mamma, un nuovo e migliore Carlito Brigante. Spero che li userà per andarsene, quei soldi: in questa città non c'è posto per una che ha il cuore grande come il suo. Mi dispiace, amore, ho fatto quello che potevo, davvero... Non ti posso portare con me in questo viaggio... Me ne sto andando, lo sento. Ultimo giro di bevute, il bar sta chiudendo. Il sole se ne va. Dove andiamo per colazione? Non troppo lontano. Che nottata... Sono stanco, amore.
Stanco..."
[ Carlito's Way ]
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mercoledì, 14 novembre 2007 @ 08:45
#1
Venerdì sera, serata tra amici. Niente di che, tutto scorreva tranquillo.
Ad un certo punto...

Amica: Che hai stasera? Ti vedo strana!
Arwen: Strana? In che senso?
Amica: Mah, non so...sei assente, pensierosa...non sei la solita Arwen spensierata. Insomma, sei strana!
Arwen: (Ah, per questo sono srana? Perché me ne sto tranquilla tranquilla, in mezzo alla gente, ma un po' in disparte senza essere al centro dell'attenzione? Perché intervengo poco nei discorsi e mi lascio cullare dai pensieri? Non tutte le giornate sono uguali, non sempre si ha voglia di stare al centro dell'attenzione, non sempre si ha voglia di fare cazzate. Sono strana stasera, sì, e allora? Mi stai vedendo con tutte le mie fragilità e debolezze. Ecco...) Non lo so, ma credo di essere solo un po' stanca e forse anche scazzata. Sai com'è ho tante cose da fare...

#2
Telefonata ricevuta sabato pomeriggio...

Amica bis: E' tutta la settimana che non faccio altro che piangere senza un motivo.
Arwen: ...
Amica bis: Non so proprio cosa mi sta capitando. Cosa posso fare?
Arwen: Ma è successo qualcosa? C'è qualcosa che ti fa stare male, che ti ferisce?
Amica bis: No, è proprio questo il bello: piango senza un motivo.
Arwen: Ci sarà qualche motivo che, forse, tu non vuoi ammettere. Esci un po', non stare chiusa in casa.
Amica bis: Usciamo insieme? Come ai vecchi tempi. Quanto mi piaceva passare il tempo con te. sapevi darmi serenità e tranquillità.
Arwen: (Ora dici così, ma devo ricordarti cosa mi hai urlato dietro un anno fa?! Non se ne parla proprio che io esca nuovamente con te!) Eh, non posso proprio. Ho tante di quelle cose da fare, guarda. E ti confesso che non sarei una buona compagnia, ho molti pensieri in questo periodo.
Amica bis: Ma tu sei sempre una buona compagnia. C'è qualcosa che non va? Se hai bisogno di qualsiasi cosa, io sono qui. Quando passa questo periodo incasinato, chiamami.
Arwen: Sì, lo farò...
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Categoria: quotidianità
giovedì, 25 ottobre 2007 @ 18:50
"Da Lei mi aspetto un ottimo lavoro"
...con queste parole si è concluso il colloquio della scorsa settimana con il Chiar.mo Prof. Parole di cui, qualcuno, farebbe volentieri fatto a meno. Ché, di solito, le aspettative mettono in uno stato di, come dire, agitazione. Per me non è stato così. Anzi. Mi capita di parlare con qualche compagno di corso prossimo alla laurea e mi sento dire più o meno sempre le stesse cose: m'hanno assegnato il solito argomento che riciclano tutti gli anni, non leggono un tubo di ciò che scrivo, m'hanno assegnato all'assistente e/o dottorando ecc. E mi rendo conto di quanto sia fortunata. Beh, qualcuno mi darebbe della pazza visto e considerato che mi sono scelta una bella gatta da pelare. Senza contare, poi, l'argomento che sto trattando.
Però, però, però!
So di essere capace di farlo. Eccome! Sì, proprio così. Presuntuoso da parte mia? Forse. Ma è la verità, pura e semplice. Non solo so di essere capace, ma so anche di essere in grado di fare un ottimo lavoro. Di certo non sarà una passeggiata. Non mancheranno parolacce, sfoghi, incazzature, nervosismi e via di questo passo. Le sfide, però, mi sono sempre piaciute.
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lunedì, 15 ottobre 2007 @ 12:37
Vediamo di mettere un po' le cose in chiaro, perché, altrimenti, qui non se ne esce più.
Oggi mi sono rotta le palle.
Sì, lo dico proprio così, con estrema naturalezza e con linguaggio oxfordiano.
E lo ripeto pure, lo urlo ancora più forte: io mi sono rotta le palle!
...di passare la mattinata in fila, alla segreteria studenti, di trovarsi di fronte l'acidità fatta persona che ti comunica che i 3 CFU non ti verranno riconosciuti. A nulla valgono le tue richieste di spiegazioni o le tue proteste. Così non ti resta che andartene incazzata come un treno.
...di correre in giro per la facoltà alla ricerca del tuo relatore, che pare si sia dematerializzato.
...scoprire che l'ultimo esame lo potrai dare, forse forse, a novembre o, sicuramente, a dicembre, perché hanno deciso che gli appelli autunnali sono riservati ai fuori corso e tu non lo sei. E poi signorina cosa le cambia se lo fa in ottobre o in dicembre? E a te che cambia lasciarmi fare l'esame ora, imbecille che non sei altro?
...di tutti quelli che mi chiedono quanto ti manca per finire?, ah ma sei prossima alla laurea e poi che farai?, è tempo di crescere e il bello deve appena iniziare, ecc. Cose così insomma. Che ne so cosa farò dopo, ma che ne so! Credo, però, che da qualche parte nel mondo ci sarà un posticino anche per me. Lo spero più che altro. E, comunque, non ho grandi pretese, mi basta un posticino piccolo piccolo (...bugiarda!).
E, francamente, mi sono rotta le palle pure della tesi. Pur essendo solo all'inizio. Perché io, ecco, io non voglio laurearmi! Ecco!
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giovedì, 04 ottobre 2007 @ 12:16
A volte le persone ti deludono. Ma proprio tanto. E la delusione è tanto maggiore, quanto minore è l'aspettativa di una simile eventualità. Non c'entra niente il grado di confidenza o intimità che avevi instaurato con la persona in questione, quanto il credere (o, a questo punto, sperare) di trovarsi di fronte una certo tipo di persona. Nei confronti della quale poter tenere la guardia abbassata ovvero giocare a carte scoperte. Ripeto: qui non c'entrano amorazzi, affetti, intimità, confidenze ecc. Niente di tutto questo, ma solo un relazionarsi. Un puro e semplice relazionarsi. Un rapporto tranquillo e sereno, allegro. Fatto di scherzi e risate. Qualche presa in giro sul cascarci dell'altro. Una conoscenza incondizionata, da vivere alla giornata, senza pretese né aspettative. Almeno è ciò che pensavo. Perché mi piace credere che ci si possa relazionare senza logiche o schemi precostituiti. Invece, cantonata clamorosa!
La delusione è seguita dall'amarezza che è seguita dal desiderio di avere delle risposte e delle spiegazioni a tutto ciò. Si agisce spinti dall'impulsività sempre per il principio di cui sopra. Invece, catonata clamorosa...bis!
C'è da fermarsi un attimo. Dimenticarsi dell'impulsività e ragionare. Ragionare possibilmente a mente fredda. Così ti accorgi, come per magia, che le risposte, in realtà, sono tutte lì, davanti ai tuoi occhi. Ti accorgi che sei già in possesso delle chiavi di lettura giuste; che, forse, non volevi prendere in considerazione. Eri convinta, a torto, che il relazionarsi con la persona in questione fosse fuori da questi schemi.
Allora ti rendi conto, capisci, che esistono delle dinamiche particolari per cui non si può mai abbassare la guardia. Mai. Devi pensare sempre che stai giocando una partita a scacchi.
E quindi: impulsività del seguire il proprio sentire oppure strategia di una partita a scacchi? Niente di tutto ciò. Solo un bel MA VAFFANCULO! Di quelli di petto.
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Categoria: quotidianità
giovedì, 06 settembre 2007 @ 17:36
Ieri sera, che sera! Se, vabbè...si fa per dire!
In ogni caso, ieri sera una cosa è successa: ho trovato l'uomo della mia vita! Ed è successo proprio durante la partita di pallacanestro Italia - Polonia. C'è che i cestisti hanno sempre giocato un ruolo importante nella mia vita, chissà poi perché.
Insomma, stavo dicendo, durante la partita, il mio sguardo si è posato su di lui...

basile2...ammetto che le foto non gli rendono giustizia, ma è quanto di meglio sia riuscita a reperire. Credetemi però, che vederlo, in movimento, in pantaloncini e canotta, con la barba leggermente incolta e i capelli scompigliati, ha il suo bel perché...

Basile
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mercoledì, 22 agosto 2007 @ 08:39
Telefonata intercorsa tra Arwen e un'amica ieri all'ora di pranzo:

- Amica: Hai da fare nel pomeriggio, anche sul tardi?
- Arwen: Eh...sì. Nel pomeriggio mi dedicherò ad un'accurata ispezione del divano. Penso che mi prenderà molto, molto tempo. Un lavoro delicato non posso lasciarlo a metà o essere disturbata.
                                  
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