Ho sempre avuto delle difficoltà nel relazionarmi con le assistenti dei professori. Non sono mai riuscita a capirne i motivi. Si tratta proprio di antipatia a pelle. Un'antipatia che nasce immediatamente e che, di solito, sfocia in qualche allegra discussione. Non nego che questa cosa un pò mi inquieta. Voglio dire...sta cominciando a prendere la piega di una vera e propria consuetudine (a parte la diuturnitas, credo sia presente pure l'opinio iuris...). Come si può facilmente intuire, queste situazioni hanno creato notevoli problemi soprattutto in sede d'esame. E' inutile dire che con la mia fortuna capitavo sempre con l'assistente. Se c'erano quattro commissioni, io capitavo sempre in territorio "nemico". L'ultima esperienza risale allo scorso giugno...mi presento davanti ad un'assistente sulla quarantina, mai vista prima in vita mia. Da subito uno strano presentimento. Ci sono stati dei piccoli segnali che preannunciavano l'apocalisse incombente. Se ne stava letteralmente svaccata (scusate il francesismo) sulla sedia, a gambe aperta, indossando una minigonna clitoridea (uno le avrebbe potuto fare una visita ginecologica seduta stante). Masticava nervosamente delle caramelle alla liquirizia, anzi le fagocitava proprio. Non mi ha guardata una sola volta negli occhi e continuava a toccarsi nervosamente i capelli. Quel che si dice una visione celeste... Dopo aver discusso animatamente con lei, mi son beccata un 23 (o 24, non ricordo), che lei voleva prontamente registrarmi nel libretto. Indignata ho rifiutato il voto...non l'avessi mai fatto! Mi ha redarguita, non ho capito per cosa, e mi ha lanciato il libretto (manco con un cane si fa così). Io mi sono alzata e le ho detto "per questa volta La scuso". Lei non ha colto, allora le ho spiegato "La scuso perchè le è scivolato il mio libretto". (Naturalmente il tono era ironico)
Tutto questo per dire che, a quanto pare, dovrò lavorare alla mia tesi di laurea con un'assistente. No, non è il pessimo elemento di cui sopra (ci mancherebbe solo questa), ma quanto ad acidità si difende benino. Ho già avuto un incontro ravvicinato (...del terzo tipo) con lei per un esame della triennale...sono stata ripresa perchè, a suo dire, "le persone come lei mi fanno arrabbiare...hanno delle potenzialità notevoli, ma non le sfruttano appieno. Si vede che è portata per questo, ma lei se ne frega e non si impegna. Fa il minimo indispensabile". Che io dico: ma che te frega se studio tanto o poco? Ma saranno affaracci miei?! Valuta il mio esame e non fare un processo alle intenzioni! Ecco... Non vorrei compromettere la mia situazione più di quanto non lo sia già, anche perchè la mia tesi ne risentirebbe e, sinceramente, preferirei evitare. La domanda è: come posso relazionarmi con lei? Ad ora mi è stato suggerito di: portarle un detergente intimo di quelli che rispettano il ph 5.5, sperando che colga il messaggino subliminale (ma neanche troppo); un barattolo confezione "caserma" di Nutella o, meglio, una sottomarca per non spendere troppi soldi (Snutella, Gnutella)...
Attendo, fiduciosa, altri suggerimenti...