venerdì, 21 dicembre 2007 @ 09:24
Metti che sei in copisteria impegnata a fare fotocopie, attività che ti terrà impegnata anche nei prossimi mesi e molto probabilmente anche per un ulteriore biennio. Dicevo. Metti che sei in copisteria, il cui gestore è un ragazzo che avrà, sì e no, un paio d'anni più di te, da noi soprannominato Mister Simpatia. Non sorride praticamente mai, non parla praticamente mai e, le poche parole, le pronuncia così a bassa voce che manco in un confessionale. Ecco, metti che a forza di vederti quasi tutte le mattine lì alle prese con tomi di vario spessore e grandezza; a forza di scusa, è finito il toner oppure di si è inceppata la carta o, ancora, si sono cancellate le impostazioni come si fa... Beh, dai e dai, riesci a strappargli un sorriso. Addirittura si è spinto a chiedermi della tesi non senza diventare rosso come un peperone. Così hai la conferma che la sua è semplicemente timidezza e, forse, un po' di insicurezza che tenta di celare alla meno peggio con atteggiamenti da duro, scazzato, presuntuoso, spesso scostante ecc.
Ieri mattina ciò che non ti aspetti. Metti che Mister Simpatia in fase scioglimento ti si avvicini per impostare la fotocopiatrice, come sempre del resto perché tu sei un vero e disastro, tu ci scherzi e sorridi. Lui sorride arrossendo, come sempre, e...hai la bocca a cuoricino, dice. Co...cosa...? Puoi ripetere...? Ma sì, cioè...soprattutto quando sorridi...hai le labbra a cuoricino, ripete sorridendo.
Questa volta sei tu ad arrossire e lui si allontana per andare ad assistere un altro utente inesperto.
Peccato che inizino le vacanze di Natale.
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giovedì, 25 ottobre 2007 @ 18:50
"Da Lei mi aspetto un ottimo lavoro"
...con queste parole si è concluso il colloquio della scorsa settimana con il Chiar.mo Prof. Parole di cui, qualcuno, farebbe volentieri fatto a meno. Ché, di solito, le aspettative mettono in uno stato di, come dire, agitazione. Per me non è stato così. Anzi. Mi capita di parlare con qualche compagno di corso prossimo alla laurea e mi sento dire più o meno sempre le stesse cose: m'hanno assegnato il solito argomento che riciclano tutti gli anni, non leggono un tubo di ciò che scrivo, m'hanno assegnato all'assistente e/o dottorando ecc. E mi rendo conto di quanto sia fortunata. Beh, qualcuno mi darebbe della pazza visto e considerato che mi sono scelta una bella gatta da pelare. Senza contare, poi, l'argomento che sto trattando.
Però, però, però!
So di essere capace di farlo. Eccome! Sì, proprio così. Presuntuoso da parte mia? Forse. Ma è la verità, pura e semplice. Non solo so di essere capace, ma so anche di essere in grado di fare un ottimo lavoro. Di certo non sarà una passeggiata. Non mancheranno parolacce, sfoghi, incazzature, nervosismi e via di questo passo. Le sfide, però, mi sono sempre piaciute.
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lunedì, 15 ottobre 2007 @ 12:37
Vediamo di mettere un po' le cose in chiaro, perché, altrimenti, qui non se ne esce più.
Oggi mi sono rotta le palle.
Sì, lo dico proprio così, con estrema naturalezza e con linguaggio oxfordiano.
E lo ripeto pure, lo urlo ancora più forte: io mi sono rotta le palle!
...di passare la mattinata in fila, alla segreteria studenti, di trovarsi di fronte l'acidità fatta persona che ti comunica che i 3 CFU non ti verranno riconosciuti. A nulla valgono le tue richieste di spiegazioni o le tue proteste. Così non ti resta che andartene incazzata come un treno.
...di correre in giro per la facoltà alla ricerca del tuo relatore, che pare si sia dematerializzato.
...scoprire che l'ultimo esame lo potrai dare, forse forse, a novembre o, sicuramente, a dicembre, perché hanno deciso che gli appelli autunnali sono riservati ai fuori corso e tu non lo sei. E poi signorina cosa le cambia se lo fa in ottobre o in dicembre? E a te che cambia lasciarmi fare l'esame ora, imbecille che non sei altro?
...di tutti quelli che mi chiedono quanto ti manca per finire?, ah ma sei prossima alla laurea e poi che farai?, è tempo di crescere e il bello deve appena iniziare, ecc. Cose così insomma. Che ne so cosa farò dopo, ma che ne so! Credo, però, che da qualche parte nel mondo ci sarà un posticino anche per me. Lo spero più che altro. E, comunque, non ho grandi pretese, mi basta un posticino piccolo piccolo (...bugiarda!).
E, francamente, mi sono rotta le palle pure della tesi. Pur essendo solo all'inizio. Perché io, ecco, io non voglio laurearmi! Ecco!
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giovedì, 14 giugno 2007 @ 11:59
Sono in crisi mistica. Una delle tante crisi mistiche che funestano la mia esistenza. Mi sono arenata. Nel vero senso della parola. Come la portaerei Garibaldi (credo), l'ammiraglia, il fiore all'occhiello della nostra flotta, che si incagliò nelle acque insidiose e traditrici del golfo di Valona, non ricordo quanti anni fa. Dicevo che mi sono arenata. Nel mio caso il fondale sabbioso e traditore è rappresentato dall'Esame delle parti. Non un esame delle parti qualunque, bensì l'Esame di persona imputata in un procedimento connesso. Come faccio a tenere a mente che (ex art. 210 c.p.p.):
  1. Nel dibattimento, le persone imputate in un procedimento connesso a norma dell'articolo 12, comma 1, lettera a), nei confronti delle quali si procede o si è proceduto separatamente e che non possono assumere l'ufficio di testimone, sono esaminate a richiesta di parte, ovvero, nel caso indicato nell'articolo 195, anche di ufficio.
  2. Esse hanno l'obbligo di presentarsi al giudice, il quale, ove occorra, ne ordina l'accompagnamento coattivo. Si osservano le norme sulla citazione dei testimoni.
  3. Le persone indicate ne comma 1 sono assistite da un difensore che ha diritto di partecipare all'esame. In mancanza di un difensore di fiducia è nominato un difensore di ufficio.
  4. Prima che abbia inizio l'esame, il giudice avverte le persone indicate nel comma 1 che, salvo quanto disposto dall'articolo 66, comma 1, esse hanno facoltà di non rispondere.
  5. All'esame si applicano le disposizioni previste dagli articoli 194, 195, 498, 499, 500.
  6. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano anche alle persone imputate in un procedimento connesso ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettera c), o di un reato collegato a norma dell'articolo 371, comma 2, lettera b), che non hanno reso in precedenza dichiarazioni concernenti la responsabilità dell'imputato. Tuttavia a tali persone è dato l'avvertimento previsto dall'articolo 64, comma 3, lettera c), e, se esse non si avvalogono della facoltà di non rispondere, assumono l'ufficio di testimone. Al loro esame si applicano, in tal caso, oltre alle disposizioni richiamate dal comma 5, anche quelle previste dagli articoli 197-bis e 497.
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venerdì, 04 maggio 2007 @ 08:56
Devo scrivere una mail al mio relatore, ma non so da dove cominciare. Ed è sempre così, sempre la stessa storia. Quando devo scrivere ad un docente per un qualsiasi motivo, ho una specie di blocco. Come se da queste poche righe dipendesse il mio destino universitario e post-universitario. Ma che dico universitario...come se il destino del mondo intero dipendesse da me e dalla mia capacità di interloquire via mail. I miei timori sono (in ordine sparso): di essere ridondante, fuori luogo, di non riuscire a spiegarmi, di fare errori di sintassi o, peggio, grammaticali, di scocciarlo chiedendogli un qualcosa che è già stato comunicato con tanto di avviso affisso in bacheca ecc. C'è anche da dire che il famigerato blocco mi ha portata a stare davanti allo schermo bianco, in uno stato di trance, per una ventina di minuti circa. E non ho ancora risolto il problema...devo iniziare a preoccuparmi.
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mercoledì, 04 aprile 2007 @ 08:35
La belva è tornata... E, a quanto pare, più feroce di prima...

Mi sa che qui urge un breve "ricapitolando"... Sono giorni frenetici e praticamente sto scrivendo questo post a puntate. Gli eventi delle ultime settimane mi hanno travolta, risucchiata e centrifugata... Non è che, per caso, qualche valoroso e prode mi possa lanciare una cima o un salvagente, per poi tirarmi fuori...? Chiedere è lecito, che non si sa mai.

Ma torniamo al pomo della discordia...
Dicevo poco sopra che la belva è tornata (ho messo anche il link al post di riferimento). Non la vedevo da più di un semestre e voi potete capire quanto mi sia mancata. Le si sono allargati un pò i fianchi, per il resto è la solita impeccabile quarantenne d'assalto. Sarà lei a seguirmi durante la tesi, dalla bibliografia alla stesura... Insomma, sarà la mia Obi-Wan Kenobi. Così ha deciso il prof. Tanto per rinfrescare la memoria, lei è quella che in sede d'esame mi ha detto "Signorina si impegni di più, lei si accontenta, sfrutti le sue capacità" ecc... Che poi durante la stessa giornata d'esami ha avuto il coraggio di dire ad un'altra ragazza "guardi lei e la materia siete agli antipodi, ma io apprezzo il fatto che ha frequentato le mie esercitazioni e vi ha preso parte attivamente anche se i suoi interventi il più delle volte erano errati"...della serie: come demolire una persona in dieci secondi. In ogni caso glielo diceva in tono molto materno e alla fine le ha messo un 19 (che grida vendetta)...sembrava fosse una raccolta punti del supermercato, altrochè esame. Ma tant'è.
Mentre ce l'avevo davanti e si stava parlando dell'impostazione dell'argomento, mi sono posta questa domanda: perchè sei così maledettamente acida?! Come si fa, dico io, a sprizzare acidità da tutti i pori?! Eppure se ti si sono allargati i fianchi significa che non sei più a dieta. Eh sì, perchè, lungi da me fare qualsiasi bassa insinuazione sulla vita sessuale della sudetta (affronterò l'argomento in separata sede, non resisto), sono le diete la vera causa di tutto questo. Non oso immaginare come si faccia ad andare avanti a: una carota per pranzo, un gambo di sedano per cena, e viceversa. Provare per credere! Per quanto tempo le facoltà mentali e nervose restano intatte e inalterate? Oppure, campano a fibresse (tutta la serie dal latte alle fette biscottate passando per lo yoghurt) o, ancora, ad Activia, fu bifidus essensis, ora actiregularis. Provare per credere!
Se poi a tutto questo ci aggiungete che sono assistenti da una vita, che l'unico modo per avanzare nel cursus honoris è aspettare che il titolare della cattedra vada in pensione (non capita quasi mai) o, più semplicemente, tiri le cuoia... Beh, capite bene che non è per niente facile.
Con tutte le attenuanti che si possono concedere, mi chiedo: ma il malcapitato di turno che deve avere a che fare con queste persone, volente o nolente, che c'entra? Funge da punch ball per scaricare le frustrazioni? Qualcuno mi illumini...

ADDENDUM: La mia non voleva essere un'invettiva contro le diete in toto. Ma contro le diete fai da te, quelle che si trovano su riviste tipo Cosmopolitan (la scelta non è casuale...da Monica ho letto delle perle, in tutti i sensi) e via di questo passo. Le diete fatte da persone che vogliono, a tutti i costi, passare dalla 42 alla 40 o dalla 40 alla 38.
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venerdì, 16 marzo 2007 @ 11:18
Ho sempre avuto delle difficoltà nel relazionarmi con le assistenti dei professori. Non sono mai riuscita a capirne i motivi. Si tratta proprio di antipatia a pelle. Un'antipatia che nasce immediatamente e che, di solito, sfocia in qualche allegra discussione. Non nego che questa cosa un pò mi inquieta. Voglio dire...sta cominciando a prendere la piega di una vera e propria consuetudine (a parte la diuturnitas, credo sia presente pure l'opinio iuris...). Come si può facilmente intuire, queste situazioni hanno creato notevoli problemi soprattutto in sede d'esame. E' inutile dire che con la mia fortuna capitavo sempre con l'assistente. Se c'erano quattro commissioni, io capitavo sempre in territorio "nemico". L'ultima esperienza risale allo scorso giugno...mi presento davanti ad un'assistente sulla quarantina, mai vista prima in vita mia. Da subito uno strano presentimento. Ci sono stati dei piccoli segnali che preannunciavano l'apocalisse incombente. Se ne stava letteralmente svaccata (scusate il francesismo) sulla sedia, a gambe aperta, indossando una minigonna clitoridea (uno le avrebbe potuto fare una visita ginecologica seduta stante). Masticava nervosamente delle caramelle alla liquirizia, anzi le fagocitava proprio. Non mi ha guardata una sola volta negli occhi e continuava a toccarsi nervosamente i capelli. Quel che si dice una visione celeste... Dopo aver discusso animatamente con lei, mi son beccata un 23 (o 24, non ricordo), che lei voleva prontamente registrarmi nel libretto. Indignata ho rifiutato il voto...non l'avessi mai fatto! Mi ha redarguita, non ho capito per cosa, e mi ha lanciato il libretto (manco con un cane si fa così). Io mi sono alzata e le ho detto "per questa volta La scuso". Lei non ha colto, allora le ho spiegato "La scuso perchè le è scivolato il mio libretto". (Naturalmente il tono era ironico)
Tutto questo per dire che, a quanto pare, dovrò lavorare alla mia tesi di laurea con un'assistente. No, non è il pessimo elemento di cui sopra (ci mancherebbe solo questa), ma quanto ad acidità si difende benino. Ho già avuto un incontro ravvicinato (...del terzo tipo) con lei per un esame della triennale...sono stata ripresa perchè, a suo dire, "le persone come lei mi fanno arrabbiare...hanno delle potenzialità notevoli, ma non le sfruttano appieno. Si vede che è portata per questo, ma lei se ne frega e non si impegna. Fa il minimo indispensabile". Che io dico: ma che te frega se studio tanto o poco? Ma saranno affaracci miei?! Valuta il mio esame e non fare un processo alle intenzioni! Ecco... Non vorrei compromettere la mia situazione più di quanto non lo sia già, anche perchè la mia tesi ne risentirebbe e, sinceramente, preferirei evitare. La domanda è: come posso relazionarmi con lei? Ad ora mi è stato suggerito di: portarle un detergente intimo di quelli che rispettano il ph 5.5, sperando che colga il messaggino subliminale (ma neanche troppo); un barattolo confezione "caserma" di Nutella o, meglio, una sottomarca per non spendere troppi soldi (Snutella, Gnutella)...
Attendo, fiduciosa, altri suggerimenti...
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martedì, 27 febbraio 2007 @ 11:32
Tempo fa scrissi un post sul film "The Big Kahuna", riportando anche il monologo finale, di cui ora ho trovato il video...

Nel pomeriggio iniziano le lezioni dell'ultimo corso che seguirò nella mia carriera universitaria... Ho deciso di frequentarlo più per una forma di nostalgia precoce che per reale utilità. Ebbene sì, mi mancheranno tantissimo le corse da un'aula all'altra, l'arrivare in anticipo per prendere posto, le esercitazioni durante le quali bisognava partecipare attivamente, le interminabili ricerche per trovare parcheggio, i parcheggi "selvaggi", le multe per divieto di sosta (sì, mi mancheranno pure quelle, ai miei che le pagavano un pò meno...), le passeggiate dall'università in centro, soprattutto nelle giornate primaverili, assistere alle sfilate di moda in biblioteca da parte dei fighetti e scoprire le ultime tendenze modaiole senza bisogno di consultare riviste specializzate, lo studio in biblioteca che poi si finiva con il non studiare per niente perchè si era in pausa caffè continua, le feste universitarie... E potrei continuare all'infinito. Il bello è che più mi avvicino alla fine e più ho le idee confuse sul da farsi. Mah...sono in attesa di un'illuminazione  dall'alto, speriamo arrivi quanto prima. Per ora chiudo con un passo del monologo (solo per conforto, eh?!):

[...] Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.[...]
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venerdì, 23 febbraio 2007 @ 11:55
Allora... Allora...
Avrei talmente tante cose da dire che non so da dove iniziare. Saranno gli effetti collaterali di queste ultime giornate particolarmente intense, anzi, diciamo pure, ad alto contenuto di stress e tensioni varie.
Andiamo con ordine...
Mercoledì mattina avrei dovuto sostenere un esame. Bene... Arrivo in facoltà e scopro con gioia che l'esame è stato rimandato a giovedì, cioè ieri. Ma...c'erano ancora 30 persone del giorno prima che dovevano essere interrogate, quindi altro rinvio, questa volta al pomeriggio. Per farla breve...sapete a che ora ho fatto l'esame? Alle 20... Oramai totalmente incapace di intendere e di volere, con il timore di non essere in grado di interloquire e motivare o di comporre una frase di senso compiuto. Fortunatamente tutto è andato per il meglio! Ma è stato come un parto...uno di quei parti come si vedono nei film con 20 ore di travaglio e complicazioni a non finire.

[continua...]
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mercoledì, 14 febbraio 2007 @ 12:10
Mi è tornato alla mente, come un flash, un esame che ho sostenuto al secondo anno... Di scene, per così dire, apocalittiche ne ho viste parecchie in questi anni, ma ciò che accadde quel giorno mi resterà impresso a vita, almeno credo.

Prima scena:
[C'è da premettere che prima di loro tre il prof aveva già bocciato, quasi per sport, due ragazzi alla prima domanda]
Prof: Mi parli del dolo
Studente: ...ehm...articolo 43 del codice penale... (ha tentato di parafrasare il contenuto della articolo)
Prof: No, voglio la definizione precisa e puntuale di dolo!
Studente: (dopo un attimo di riflessione) Non è che mi potrebbe dare un aiutino, sì un input, diciamo...
Prof: (paonazzo in volto) COSA???? Ma lei sta scherzando?!?! Non sono mica Mara Venier!!! Dove pensa di essere? Alla Ruota della fortuna?!? Lei sta sostenendo un esame di diritto penale! (sbattendo con il codice sulla cattedra)

Seconda scena:
Prof: Mi parli del reato istantaneo. Le dico subito che voglio una definizione tecnica e precisa.
(Il ragazzo la definizione l'aveva data, ma il prof era inviperito e cercava il pelo nell'uovo)
Prof: Allora mi faccia un esempio di reato istantaneo.
Studente: Non saprei...non mi viene in mente
Prof: Bene, glielo faccio... Lei che prende il suo libretto, si alza e se ne va!

Terza scena:
Prof: (rivolgendosi ad una ragazza che stava sotto esame da 20 minuti e con scarsi risultati)

Senta signorina... Là fuori, nel mondo, ci sono bambini che muoiono di fame e io devo stare qui, a sentire lei e le cretinate che dice. Questa è una grossa ingiustizia, sa!
Ecco...con che spirito avreste affrontato voi l'esame? Ammetto che, quando mi sono seduta davanti a lui, mi è salita un'ansia tale, che per alcuni secondi ho temuto di non essere in grado nemmeno di declinare le mie generalità.

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