domenica, 30 dicembre 2007 @ 20:16
Mal di testa, gola in fiamme, naso che cola, febbre, quella magnifica sensazione di essere appena stati stirati da un tir… Ecco com’è la chiusura del duemilasette dalle mie parti. Esaltante. Decisamente esaltante, direi.
Ad essere sincera non sento per niente l’attesa del nuovo anno. Mai sentita in vita in mia. In fin dei conti che cambia nel giro di una notte, di questa notte, che non possa cambiare anche nel giro di una qualunque altra notte nel corso dell’anno?
Com’è stato quest’anno che sta volgendo al termine? Se mi guardo indietro per un attimo (ma solo uno, eh?!), vedo il percorso che ho fatto e le varie tappe. Tappe come episodi. Tappe come capitoli. Alcuni belli, altri un po’ meno. Tutte cose che mi porterò dietro e che, in un modo o nell'altro, servono ad andare avanti.
...
Don't you dig this life
They call the meek
You whose feet are on the ground
And if you get too high
What goes around comes around
And brings you down

...
Per esempio, ho capito che a volte è più facile allontanare le persone piuttosto che avvicinarvisi o permettere loro di avvicinarsi. E’ più comodo, non crea problemi. E, soprattutto, permette di giocare a nascondino con se stessi.
Ho capito che i rapporti si basano su equilibri sottili, che sono temporanei, vanno e vengono come le nuvole, ma alcuni, i più importanti, restano. E quando li cerchi, li trovi esattamente lì, dove li hai lasciati.
Ho capito che chi abbaia, anche forte, in realtà urla un nome solo.
Ho capito che il rhum con il ghiaccio non fa per me.
Ho capito che se cerchi di trattenere la sabbia dentro ad un pugno, prima o poi, ti ritroverai con la mano vuota. E più cerchi di stringere, di chiudere, di trattenere, prima se ne disperderà anche l’ultimo granello.
...
‘Cause everyone knows we're strange
So why do you feel ashamed
Everyone knows we're different
So why do you feel ashamed
We love you all the same

...
Ho capito che essere un corpo di controsensi non è affatto male. Alle volte.
Ho capito che si può assistere ad un concerto di Vasco sotto al diluvio e il giorno seguente presentarsi carichi, pimpanti e concentrati all’esame di procedura penale ed essere promossi con tanto di squilli di trombe. Poi, vabbè, si passa una settimana a letto con la tonsillite. Ma sono dettagli di poco conto, questi.
...
Don't apologise
And you'll be just fine
Cause all they ever need is what you give them
They only put you down if you give them permission

...
Ho capito che le persone, prima o poi, ritornano. Tutte. E che poi spetta a te.
Ho capito che a volte è giusto far finta di non vedere e di non capire per non ferire chi si ama.
Ho capito che non bisogna mai fermarsi e guardarsi indietro.
Ho capito che la felicità non è un traguardo e, quando lo si raggiunge, è tutto finito. No. La felicità è una specie di compito giornaliero, che inizia al mattino appena apriamo gli occhi, ci ritroviamo con una nuova giornata davanti e possiamo decidere come viverla.
Ho capito che un pensiero anarchico fa sognare. Affascinante. Pure essenza. Un essere non essere che è tutto e niente. Sempre presente. E quando non c’è, ne senti la mancanza.
                                                                                               
...

‘Cause people gonna see you
How they wanna see you
People gonna rate you
People gonna hate you
People gonna shove you
People gonna love you
People gonna do whatever
Makes them feel they own you better

On Air: The Feeling - Strange
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giovedì, 29 novembre 2007 @ 09:02
Tratto dalla lettera di Roberto Benigni pubblicata su Repubblica:
[...] lasceremo parlare Dante, ci faremo dire da lui cos'è quella nostalgia dell'infinito, quella ventata di annientamento che ci precipita addosso quando ci si innamora e smantella tutta la nostra vita, quella sensazione felice, pericolosa e rara che unisce sensualità e tenerezza e ci rende immortali. Ce lo faremo dire da lui con parole antiche e commoventi che hanno attraversato i secoli per posarsi sulle nostre labbra. Nulla di solenne, semplicemente la bellezza.
...è così che dovrebbe essere. Proprio così.
Esattamente un anno fa ho visto il suo spettacolo: meraviglioso.
Stasera penso proprio che lo rivedrò.
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mercoledì, 17 ottobre 2007 @ 19:32
[...]
Living is easy with eyes closed, misunderstanding all you see.
It’s getting hard to be someone but it all works out, it doesn’t matter much to me.
Let me take you down, ’cause I’m going to strawberry fields.
Nothing is real and nothing to get hungabout.
Strawberry fields forever.

[...]
Always, no sometimes, think it’s me, but you know I know when it’s a dream.
I think I know I mean a ’yes’ but it’s all wrong, that is I think I disagree.
Let me take you down, ’cause I’m going to strawberry fields.
Nothing is real and nothing to get hungabout.
Strawberry fields forever.

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Categoria: canzoni, dreaming
domenica, 07 ottobre 2007 @ 11:00
Un paio di sere fa sono stata a vedere (rivedere) Novecento, il monologo di A. Baricco. Nel susseguirsi delle parole, delle frasi, ho sognato. Sì, ho sognato. Ad occhi aperti. Proprio come la prima volta. Anche se per motivi diversi. Chissà...se hai sognato anche Tu...

[...] Quando uno ti racconta con assoluta esattezza che odore c'è a Bertham Street, d'estate, quando ha appena smesso di piovere, non puoi pensare che è matto per la sola stupida ragione che in Bertham Street, lui, non c'è mai stato. Negli occhi di qualcuno, nelle parole di qualcuno, lui, quell'aria, l'aveva respirata davvero. A modo suo: ma davvero. [...]

[ A. Baricco - Novecento ]
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Categoria: dreaming