...Stay tonight
We'll watch the full moon rising
Hold on tight
The sky is breaking
I don't ever want to be alone
With all my darkest dreaming
Hold me close...
Mama, take this badge off of me
I can't use it anymore.
It's gettin' dark, too dark for me to see
I feel like I'm knockin' on heaven's door.
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Mama, put my guns in the ground
I can't shoot them anymore.
That long black cloud is comin' down
I feel like I'm knockin' on heaven's door.
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Prendo spunto dal Radioactive Blog, dove Netstar ha postato il testo di High Hopes dei Pink Floyd accompagnato dalla canzone... La considero una canzone stupenda, soprattutto perchè ci sono affettivamente legata. E' intensa e struggente, senz'altro la miglior prova dell'intero album. Una specie di inno evocativo e, forse, nostalgico degli anni che Gilmour trascorse a Cambridge. Senza dimenticare che rappresenta una riflessione sullo scorrere del tempo. Anche il video, da me postato qualche tempo fa, è particolarmente suggestivo.
Division Bell è un album molto vicino ad essere un concept, il cui tema centrale è la comunicazione o, meglio, la difficolta della comunicazione. Tema che viene ripreso sia dal punto di vista collettivo (ad esempio in A Great Day for Freedom, Keep Talking...), sia dal punto di vista strettamente personale (affrontate da Gilmour in prima persona): la separazione dalla moglie in Coming Back to Life, la rottura del sodalizio con Waters in Lost for Words ecc. C'è spazio anche per i virtuosismi di Glimour in Marooned e nell'assolo finale di High Hopes.
Per tirare le fila del discorso... Division Bell, uscito nel 1994, è senza ombra di dubbio migliore di A Momentary Lapse of Reason, il primo album dopo l'uscita di scena di Roger Waters, ma...nonostante l'impegno profuso e le buone intenzioni sa di già-sentito, di già-ascoltato. Le vecchie e rassicuranti abitudini di sempre. Qualcuno, non a torto, scrive che si tratta di "una riedizione ben restaurata dei 30 anni di carriera dei Pink Floyd". Chi si avvicina al gruppo per la prima volta, potrebbe ritenere che l'album sia un capolavoro per la costante ricerca del "suono perfetto", gli arrangiamenti e il sound accattivanti. Tecnicamente non c'è niente da dire: il lavoro svolto è ineccepibile. Dicevo all'inizio che sono affettivamente legata sia a High Hopes che all'album... Questo perchè nel 1994 ebbi modo di assistere al concerto. E pensare che io, all'epoca, ero una ragazzina di 12 anni che ascoltava la boy band del momento (i Take That) e gli 883. Non sapevo niente di niente dei Floyd. A mio padre regalarono due biglietti e visto che mia madre non ci volle andare...fui letteralmente catapultata in una dimensione fino ad allora sconosciuta. Un'esperienza che mi cambiò la vita. Rimasi estasiata davanti alla scenografia imponente e maestosa. La raffinatezza dei suoni e delle melodie. I giochi di luce ammalianti. Non è stato solo un concerto, ma un'esperienza sensoriale a 360°...
Addendum: Comfortably Numb tratta dal dvd Pulse, sempre relativo al tour del 1994.
"Il timore delle cose invisibili è il seme naturale di ciò che ciascuno chiama religione con riguardo a se stesso e superstizione in riferimento a coloro che venerano o temono quel potere in forme diverse."
Thomas Hobbes
Forse scorre dentro il silenzio il senso
e il profilo della vita è tra le cose
e anche il buio serve ad immaginare
la ragione che ci invita a provare
so che può far bene anche gridare
per riscattare l'anima dal torpore
so che ad ingannarmi non è l'amore
perché voglio amare
Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
Contro il mio equilibrio sempre un po' precario
libero l'istinto, ciò che mi sostiene
emozione nuova senza nome
la ragione che ci invita a continuare
per questo problema non ho soluzione
io mi sento vittima e carceriere
so che ad ingannarmi non è l'amore
perché voglio amare
Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
Forse la coscienza, il senso della vita
sta in mezzo a mille notti o forse più
non servirà a tradire semplicemente amare
qualsiasi cosa che ti dà di più
Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
Sono ancora "viva"...anche se, di fatto, latitante. Mi sa che questa situazione è destinata a protrarsi ancora per qualche giorno (nella migliore delle ipotesi). Speravo di riuscire a far qualcosa nel week end, ma purtroppo "impegni improrogabili" mi hanno tenuta lontana dal pc anche nel poco tempo libero che sono riuscita (non senza fatica) a ritagliarmi. Credo che il Blog sia, fondamentalmente e prima di tutto, un hobby, un momento di svago, un modo di dar sfogo ai pensieri, belli e brutti che siano. Questa è la mia idea di Blog che mi accompagna da quando, sette mesi fa circa, ho deciso di aprire questa piccola finestra nel mio mondo. Non può e, soprattutto, non deve diventare un impegno fisso, un lavoro, una specie di dovere. Si rischierebbe di perdere tutta la spontaneità, l'immediatezza del pensiero, inciso sullo schermo senza passare per filtro alcuno. E, di conseguenza, il piacere di farlo.
...Words are very unnecessary
They can only do harm...
Devo scrivere una mail al mio relatore, ma non so da dove cominciare. Ed è sempre così, sempre la stessa storia. Quando devo scrivere ad un docente per un qualsiasi motivo, ho una specie di blocco. Come se da queste poche righe dipendesse il mio destino universitario e post-universitario. Ma che dico universitario...come se il destino del mondo intero dipendesse da me e dalla mia capacità di interloquire via mail. I miei timori sono (in ordine sparso): di essere ridondante, fuori luogo, di non riuscire a spiegarmi, di fare errori di sintassi o, peggio, grammaticali, di scocciarlo chiedendogli un qualcosa che è già stato comunicato con tanto di avviso affisso in bacheca ecc. C'è anche da dire che il famigerato blocco mi ha portata a stare davanti allo schermo bianco, in uno stato di trance, per una ventina di minuti circa. E non ho ancora risolto il problema...devo iniziare a preoccuparmi.
I stand upon my desk to remind myself that we must costantly look at things in a different way.
[da L'Attimo Fuggente]
Somewhere... over the rainbow...
...parole che stanno ad indicare il posto in cui ognuno di noi può sentirsi libero di immaginare ciò che vuole vedere; quel posto dove ognuno di noi vaga con la sua fantasia, dove ci rifugiamo quando la realtà ci spaventa o ci fa male o è solo noiosa. Ma anche parole che mettono in evidenza la lontananza: fisica, spaziale, temporale. Come una specie di soluzione per vedere ciò che ci accade con un'obiettività che non è propria di chi sta vivendo una certa emozione; che ci permette di vedere le cose anche da altri punti di vista. Mi piace pensare che questo blog rappresenti proprio "quel posto...da qualche parte sopra l'arcobaleno"...un piccolo angolo in cui posso esprimere tutto ciò che sento, tutto ciò che mi passa per la testa.
Un po' di me
Sono un'equilibrista. Una funambola alla continua ricerca dell'equilibrio perfetto. Mi muovo in bilico su un sottile filo, sospesa nell'aria. E, quando perdo l'equilibrio, cado sempre dalla parte sbagliata.
Il Tu
I critici ripetono,
da me depistati,
che il mio tu è un istituto.
Senza questa mia colpa avrebbero saputo
che in me i tanti sono uno anche se appaiono
moltiplicati dagli specchi. Il male
è che l'uccello preso nel paretaio
non sa se lui sia lui o uno dei troppi
suoi duplicati.
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