martedì, 27 febbraio 2007 @ 11:32
Tempo fa scrissi un post sul film "The Big Kahuna", riportando anche il monologo finale, di cui ora ho trovato il video...

Nel pomeriggio iniziano le lezioni dell'ultimo corso che seguirò nella mia carriera universitaria... Ho deciso di frequentarlo più per una forma di nostalgia precoce che per reale utilità. Ebbene sì, mi mancheranno tantissimo le corse da un'aula all'altra, l'arrivare in anticipo per prendere posto, le esercitazioni durante le quali bisognava partecipare attivamente, le interminabili ricerche per trovare parcheggio, i parcheggi "selvaggi", le multe per divieto di sosta (sì, mi mancheranno pure quelle, ai miei che le pagavano un pò meno...), le passeggiate dall'università in centro, soprattutto nelle giornate primaverili, assistere alle sfilate di moda in biblioteca da parte dei fighetti e scoprire le ultime tendenze modaiole senza bisogno di consultare riviste specializzate, lo studio in biblioteca che poi si finiva con il non studiare per niente perchè si era in pausa caffè continua, le feste universitarie... E potrei continuare all'infinito. Il bello è che più mi avvicino alla fine e più ho le idee confuse sul da farsi. Mah...sono in attesa di un'illuminazione  dall'alto, speriamo arrivi quanto prima. Per ora chiudo con un passo del monologo (solo per conforto, eh?!):

[...] Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.[...]
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domenica, 25 febbraio 2007 @ 11:30
"...e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo..."

Tiromancino - Un tempo piccolo
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sabato, 24 febbraio 2007 @ 15:44
Ieri sera si stava discutendo di sport... Ad un certo punto un amico propone di darci al curling e di formare una squadra... Io, al massimo dell'entusiasmo, me ne sono uscita con "Io però voglio scopare (*)"... Improvvisamente è calato il silenzio. I miei amici si scambiavano occhiate e sorrisini compiaciuti, poi uno mi fa "Arwen...io sarei disponbile anche da subito"... Ecco, in quel preciso istante mi sono resa conto della tremenda gaffe che ho fatto, ma ormai era troppo tardi...alea iacta est...la frittata è fatta... Non hanno fatto altro che rinfacciarmelo per tutta la serata e stasera, suppongo, ci sarà il bis...

(*) In riferimento al componente della squadra che, con il mocio Vileda, passa davanti a quella specie di pentola a pressione per eliminare l'attrito.
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Categoria: myself and i
venerdì, 23 febbraio 2007 @ 11:55
Allora... Allora...
Avrei talmente tante cose da dire che non so da dove iniziare. Saranno gli effetti collaterali di queste ultime giornate particolarmente intense, anzi, diciamo pure, ad alto contenuto di stress e tensioni varie.
Andiamo con ordine...
Mercoledì mattina avrei dovuto sostenere un esame. Bene... Arrivo in facoltà e scopro con gioia che l'esame è stato rimandato a giovedì, cioè ieri. Ma...c'erano ancora 30 persone del giorno prima che dovevano essere interrogate, quindi altro rinvio, questa volta al pomeriggio. Per farla breve...sapete a che ora ho fatto l'esame? Alle 20... Oramai totalmente incapace di intendere e di volere, con il timore di non essere in grado di interloquire e motivare o di comporre una frase di senso compiuto. Fortunatamente tutto è andato per il meglio! Ma è stato come un parto...uno di quei parti come si vedono nei film con 20 ore di travaglio e complicazioni a non finire.

[continua...]
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sabato, 17 febbraio 2007 @ 19:25


"...non m'importa della luna
non m'importa delle stelle
tu per me sei luna e stelle
tu per me sei sole e cielo
tu per me sei tutto quanto
tutto quanto io voglio avere
senza fine..."

E' da stamattina che mi frulla nella testa, da quando mi sono svegliata... Mi fa sentire leggera... Leggera come quando stai in acqua, in posizione "a morto", chiudi gli occhi e ti lasci trasportare dalla corrente... Leggera come, presumibilmente, quando fluttui nell'aria...
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giovedì, 15 febbraio 2007 @ 18:48

Stavo pensando...la maggior parte delle canzoni è dedicata all’amore. Amori che vanno e vengono... Amori che nascono... Amori che finiscono... Amori impossibili... Amori sognati... Amori desiderati...
Facendo poi un’ulteriore fugace e superficiale cernita, si può osservare come la maggior parte delle canzoni ispirate dall’amore, parla di amori finiti e delle sofferenze che ne seguono, di cuori spezzati, sogni infranti. Sembra quasi che un cantautore (chiaramente non solo loro, ma qui mi limito a parlare di canzoni, pure e semplici) trovi la linfa vitale per la creatività proprio nella sofferenza. Mi viene in mente una canzone di Alex Baroni che dice...


“...Sei rimasta dentro me
nel profondo delle idee
come il pezzo di una vita che non c’è
come un ago nelle venerdì
o una splendida bugia
la ferita che oramai non va più via...”

Poi c’è Vasco che, lo dice chiaramente, si rifugerà in una canzone

“...ogni volta che avrò voglia
di parlarti
di tenerti
di toccarti
di sentirti ancora mia..."

Forse... Forse è più facile restare inchiodati nel passato. E, almeno per me, è così. Anzi, dirò di più, a volte mi aggrappo con tutta la forza ai ricordi, mi ci ancoro e ripenso a ciò che non ho più; a ciò che c’era e ora non c’è più.
Ci sono, poi, canzoni che parlano di amori intensi e passionali... C’è chi canta il “suo” amore travolgente per una persona e tutto ciò che quel amore lo porterà a fare. Ad esempio: la proteggerà dalle paure delle ipocondrie... La solleverà dai dolori e dai sbalzi d’umore, perché lei è un essere speciale e lui si prenderà cura di lei…
Quante volte mi sono detta, tra me e me, “cosa darei perché qualcuno mi dedicasse delle parole simili, che qualcuno mi dicesse che mi salverà dalle malinconie, che sarebbe disposto a superare le barriere gravitazionali..."
In realtà, non è questo ciò che desidero e ciò di cui ho bisogno. Sì, sarebbe gratificante per il proprio ego sentirsi dedicare delle parole simili, ma lascerebbero il tempo che trovano... Se mi addentro nei miei pensieri più intimi, vedo che ciò di cui ho bisogno, che desidero ardentemente e che al tempo stesso rifuggo per paura, è trovare la persona che mi porti a dire “sei un essere speciale ed io avrò cura di te”. La persona con cui percorrere “le vie che portano all’essenza”.  La persona che riesca, in un certo qual senso, a travolgermi, e che sia più forte della paura di poterci restare male. Perché, che lo si voglia o no, si diventa più vulnerabili. A volte, però, vale la pena correre un rischio...che poi il rischio più grande è proprio l’evitare di buttarsi...

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Categoria: pensieri in parole
mercoledì, 14 febbraio 2007 @ 12:10
Mi è tornato alla mente, come un flash, un esame che ho sostenuto al secondo anno... Di scene, per così dire, apocalittiche ne ho viste parecchie in questi anni, ma ciò che accadde quel giorno mi resterà impresso a vita, almeno credo.

Prima scena:
[C'è da premettere che prima di loro tre il prof aveva già bocciato, quasi per sport, due ragazzi alla prima domanda]
Prof: Mi parli del dolo
Studente: ...ehm...articolo 43 del codice penale... (ha tentato di parafrasare il contenuto della articolo)
Prof: No, voglio la definizione precisa e puntuale di dolo!
Studente: (dopo un attimo di riflessione) Non è che mi potrebbe dare un aiutino, sì un input, diciamo...
Prof: (paonazzo in volto) COSA???? Ma lei sta scherzando?!?! Non sono mica Mara Venier!!! Dove pensa di essere? Alla Ruota della fortuna?!? Lei sta sostenendo un esame di diritto penale! (sbattendo con il codice sulla cattedra)

Seconda scena:
Prof: Mi parli del reato istantaneo. Le dico subito che voglio una definizione tecnica e precisa.
(Il ragazzo la definizione l'aveva data, ma il prof era inviperito e cercava il pelo nell'uovo)
Prof: Allora mi faccia un esempio di reato istantaneo.
Studente: Non saprei...non mi viene in mente
Prof: Bene, glielo faccio... Lei che prende il suo libretto, si alza e se ne va!

Terza scena:
Prof: (rivolgendosi ad una ragazza che stava sotto esame da 20 minuti e con scarsi risultati)

Senta signorina... Là fuori, nel mondo, ci sono bambini che muoiono di fame e io devo stare qui, a sentire lei e le cretinate che dice. Questa è una grossa ingiustizia, sa!
Ecco...con che spirito avreste affrontato voi l'esame? Ammetto che, quando mi sono seduta davanti a lui, mi è salita un'ansia tale, che per alcuni secondi ho temuto di non essere in grado nemmeno di declinare le mie generalità.

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lunedì, 12 febbraio 2007 @ 16:29

A proposito di canzoni...
Visto che non avevo niente da fare (si fa per dire...), ho tentato di trovare una riposta a questi quesiti, direttamente dal blog di Monica Geller. Dico "tentato", perchè è difficilissimo indicare una canzone, senza che, immediatamente dopo te ne venga in mente un'altra che potrebbe starci bene, e via di questo passo.
Comunque...

Quella che vorresti fosse stata scritta per te: La Cura (F. Battiato)

Quella che ti ricorda la tua infanzia: Io vagabondo (Nomadi)

Un gruppo che ascolti spesso: dipende... Pink Floyd, Led Zeppelin,...

Quella con cui vorresti svegliarti: Beautiful Day (U2)

Quella che ascolti spesso in questo periodo: Eppure sentire - Un senso di te (Elisa)

Quella che ti fa pensare al sesso: One (A. Morissette), Nothing Else Matters (Bedroom Rockers)

Quella per viaggiare: Tutto a posto (Nomadi)

Quella che ti fa pensare alla solitudine: Blank Page (Smashing Pumpkins)

Quella per quando sei incazzato: Smells Like Teen Spirit o, comunque, i Nirvana in generale

Quella con il migliore inizio: Stairway To Heaven (Led Zeppelin)

Quella che più ti estrania dalla realtà: Syd Barrett e i Radiohead di Kid A

Quella più triste: Brothers In Arms (Dire Straits), Sound Of Silence (Simon & Garfunkel)

Quella che quando la senti ti fa scatenare: Rock & Roll (Led Zeppelin)

La migliore canzone come colonna sonora: Streets Of Philadelphia (B. Springsteen), Philadelphia (N. Young)

Quella per la tua città: non c'entra proprio niente ma... Roma Capoccia

Quella su cui fare l'amore: Since I've Been Loving You (Led Zeppelin), E... (V. Rossi)

Quella che ti fa divertire: Lucky Man (Verve), Walk Away (Franz Ferdinand)

Quella con un bel titolo: Mmm mmm mmm mmm (Crush Test Dummies)

Quella che ti fa ricordare una persona: Ballando al buio (Stadio), Behind Blue Eyes (Who)

Quella più brutta: uff...tante

Quella sull'amore vero: La Cura (F. Battiato)

Quella che ti fa ricordare bei momenti: Don't Look Back In Anger (Oasis), Piccola stella senza cielo (Ligabue)

Quella che ti fa ricordare brutti momenti: Stop Crying Your Heart Out (Oasis), Trough Her Eyes (Dream Theatre), Speed Of Sound (Coldplay)

Quella che ti fa riflettere: Let It Be (Beatles)

Quella con il miglior testo:  La Cura (F. Battiato), Imagine (J. Lennon)

Quella che non ti piaceva ma adesso ami: Rose su Rose (Mina), Darkest Dreaming (D. Sylvian)

Quella che vorresti al tuo funerale: Gli angeli (V. Rossi)

Quella che descrive perfettamente un momento della tua vita: Ironic (A. Morissette)

Quella che ti piace nella collezione dei tuoi genitori: Rimmel (F. De Gregori)

Quella che non conosceresti se non fosse per un tuo amico: Love Minus Zero (Bob Dylan)

Quella che ti fa venire in mente la prima cotta: Always (Bon Jovi) e una degli 883 di cui non ricordo il titolo

Quella che hai dedicato: Unchained Melody nella versione degli U2

Quella su cui non riesci a non ballare: La Isla Bonita, Maracaibo...

Quella che ti dona serenità: Over The Rainbow (nella versione di Israel Kamakawiwo)

 

 

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sabato, 10 febbraio 2007 @ 13:43

Ieri sera...classica serata tra amici che poi si è trasformata in una piccola rimpatriata. Devo dire che fa sempre piacere, soprattutto se non è stato programmato nulla; se ci si ritrova così, per caso, alla stessa ora, allo stesso posto... Le ore sono volate tra chiacchiere, risate, qualche profonda riflessione corroborata da qualche bicchiere di vino. Ad un certo punto, un amico rivolge a tutti noi una domanda... Quali sono le cinque cose per cui vale la pena vivere... Una semplice domanda, secca.
Stanotte, visto che non riuscivo a prendere sonno, ci ho pensato a lungo. E' da più di una settimana che non riesco a chiudere occhio. Magari si tratta solo di stress da esami. O forse è dovuto ai problemi più o meno legati alla quotidianità. O, ancora, è solo dovuto ai pensieri e ai ricordi che mi ha scaturito l'incontro con il mio ex. Oppure sarà che sono più o meno due settimane che ho frequenti capogiri e mancamenti, sangue dal naso e una lieve febbre. Il tutto accompagnato da spossatezza e palpitazioni. Per chi ha avuto un certo tipo di problemi di salute tempo fa, questi sintomi fan un pò di paura. Un pò di paura che ti toglie il sonno e ti fa...sì, diciamolo pure...letteralmente incazzare. Così, stanotte, ho avuto tutto il tempo per riflettere su questo quesito...
Dunque:
quali sono le cinque cose per cui vale la pena vivere?
Credo che le risposte a questa domanda cambiano sempre, ma in fondo non cambiano mai... Io credo che sia tutto legato al senso, al mistero del cuore e a quello della mente. Cose che ci rendono unici, seppure simili... Ci rendono dei piccoli mondi separati che attendono solo di sfiorarsi per accendersi, completarsi, evolversi contemporaneamente, magari senza accorgersene.
Le mie cinque risposte sono vedere...pensare...toccare...sentire...desiderare... Chi non desidera, non vive, ma sopravvive. E si lascia andare ai giorni che passano senza dar loro il giusto valore; senza interpretarli per il dono che sono.
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Categoria: pensieri in parole
giovedì, 08 febbraio 2007 @ 23:40

"Somewhere over the rainbow"...queste parole le ho scelte come sottotitolo del blog...queste sono le prime parole che ho scritto nel blog... E' una canzone a cui sono molto legata per un'infinità di ragioni che non starò qui ad elencare, anche perchè non finirei più e perchè non sarei capace di esprimere tutto a parole. Mi capita spesso e volentieri che proprio nel momento in cui avrei qualcosa di particolarmente importante o di sentito da scrivere o da dire...beh, che le parole mi "abbandonino", che non arrivino a farsi pronunciare...
Tornando alla canzone o, meglio, alle sue parole... Premetto che mi piace darle una versione con qualche piccola rivisitazione ad opera della sottoscritta.
Intanto c'è da dire che nasce per il film tratto dal libro "Il mago di Oz", di cui dobbiamo tener bene a mente la trama. In molti lo definiscono come appartenente al filone fantastico, semplicemente. Io, a  torto o a ragione, la vedo diversamente. Credo si tratti di un esperimento sui generis, a metà tra l’eredità del teatro dell’assurdo (Beckett e Ibsen) e il filone letterario del "fluss of conscioussness"...  Ciò mi permette di dire che Il mago di Oz è come una favola dove ogni lettore deve sentirsi libero di immaginare ciò che vuole vedere in quel mondo magico. E, come dico nella Prefazione, quando la canzone parla di un qualche posto sopra l’arcobaleno, in realtà si riferisce a quel posto dove ognuno di noi vaga con la sua fantasia, dove ci rifugiamo quando la realtà ci spaventa o ci fa male, o è solo noiosa. Oppure, quando parla di amici che si danno la mano e si dicono "come va?". Nulla impedisce loro di dirsi solo questo, ma osservandoli dall’alto possiamo immaginare che in realtà si dicono che si vogliono bene. Ma i due amici avranno colto anche questo aspetto? Difficile da credersi.
Il mago di Oz si basa essenzialmente sul concetto di un uomo che non riesce a vedere nel mondo che tristezza e desolazione. E che quindi si vuole allontanare da tutto questo, rifugiandosi in cielo. Ma quando è lassù si accorge che vivere non è così brutto come l’aveva percepito lui. Ecco che da quel rifugio dorato sente che il suo posto è lì, in mezzo agli altri, e che quel luogo sopra l’arcobaleno può essere solo un rifugio temporaneo dalle difficoltà. Temporaneo nel senso che i problemi vanno superati, e che bisogna crescere. E ci si riesce lasciando quel mondo fantastico che la nostra stessa mente ha creato, per realizzare i nostri sogni con accanto le persone che amiamo. Senza paura. Ma portando quel posto non da qualche parte sopra l’arcobaleno, semplicemente nel nostro cuore...

Da qualche parte sopra l’arcobaleno
Lassù, così in alto
Dove ci sogni su cui hai fantasticato
E che una volta hai pensato bene di racchiudere in una ninnananna
In qualche luogo sopra l’arcobaleno
Dove volano uccelli color turchese
Insieme ai sogni su cui hai fantasticato a lungo
Proprio quei sogni che sembrano essere ora diventati realtà
Un giorno, forse non così lontano, desidererò cavalcare una stella
Per svegliarmi dove le nuvole sono così distanti da me
Dove tutti i turbamenti, i dolori del mio cuore si sciolgono inesorabilmente, fino a che non ne rimane traccia
Sopra i comignoli delle case, dove tu mi troverai se solo mi cercherai
Da qualche parte sopra l’arcobaleno, gli uccelli turchesi volano
Insieme ai sogni che hai osato immaginare... oh, perché, oh perché anch’io non posso?
Ora davanti a me vedo anche cespugli di rose verdi e rosse,
Li accudirò fino al loro sbocciare, quando ci regaleranno il loro autentico splendore, solo per me e te
E mi fermo a riflettere su me stesso
Che mondo fantastico
Ora immagino cieli colorati di blu, così sereni, e nuvole bianche, così candide
E mi è chiara la sfavillante luminosità del giorno
A me che sono sempre piaciute le tenebre… e continuo a pensare a me stesso
Che mondo meraviglioso
I colori dell’arcobaleno, così vivaci in cielo,
Hanno dipinto anche i volti della gente che puoi incrociare per strada, sono diventati parte di loro
Laggiù riesco a vedere amici che si danno la mano
Mentre si sussurrano ‘come va?’
Ma in realtà quello che si stanno dicendo è... ti voglio bene
Sento il pianto dei bimbi, mentre li spio nel loro inesorabile crescere
Da quassù ho la consapevolezza che impareranno molto di più
Di quello che noi stessi sappiamo, che possiamo insegnare loro
E ancora mi soffermo a pensare a me
Che mondo fantastico
Un giorno, forse non molto lontano, desidererò cavalcare una stella
Per svegliarmi dove le nuvole sono così distanti da me
Dove tutti i turbamenti, i dolori del mio cuore si sciolgono inesorabilmente, fino a che non ne rimane traccia
Sopra i comignoli delle case, dove tu mi troverai se solo mi cercherai
Da qualche parte sopra l’arcobaleno, così in alto. Insieme ai sogni che hai osato immaginare... oh, perché, oh perché anch’io non posso?

...una traduzione meno letteraria...libera...

 

 

 

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