martedì, 30 gennaio 2007 @ 16:42
[...] Ecco il mio segreto. E' molto semplice:
non si vede bene che col cuore.
L'essenziale è invisibile agli occhi. [...]

La storia del Piccolo Principe, di un bimbo dai capelli dorati che, arrivando dallo spazio, atterra direttamente nel bel mezzo del deserto. Egli è alla ricerca di un amico. Ben presto, però, si rivelerà l'amico che ognuno di noi vorrebbe avere al suo fianco, capace di un affetto totale, puro, incondizionato e sincero.
ll piccolo è scappato da un pianeta, di cui era il solo abitante, stanco dei capricci di una rosa. Ma sarà proprio la nostalgia per questo fiore che spingerà lo spingerà ad escogitare un modo per ritornare al suo pianeta...
Prima di tornare a "casa", però, farà molti incontri con strane e bizzarre persone e da questi incontri trarrà una moltitudine di utili insegnamenti.
Si può dire che in quegli incontri è rappresentata un pò tutta l'umanità, con i suoi limiti e i suoi difetti; incontri che invitano, senza ombra di dubbio, alla riflessione.
Un libro pensato per gli adulti, affinché capiscano quanto i bambini riescano a cogliere molte più cose rispetto a loro. Gli occhi di un bambino, insieme sua ingenuità, riescono a vedere laddove gli adulti non vedono più nulla, perchè tengono i loro cuori chiusi.
Uno dei momenti più significativi è l'incontro con la volpe... Struggente il momento in cui deve partire e lasciarla, dopo averla addomesticata:

[...] Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "Piangerò"
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
"E' vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"E' certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano". [...]

Ma la volpe gli farà un "regalo" prima della partenza... Un regalo prezioso: gli svelerà un segreto...

[...] "E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa" [...]

...una semplice, ma per niente banale, metafora dell'amicizia: si può essere amici di tante persone, ma sono quelle con cui hai passato volutamente più tempo, con cui hai faticato, magari anche litigato, con le quali hai condiviso emozioni, ad essere davvero speciali ed uniche tra tante.
Questo libro riesce sempre ad emozionarmi e, al contempo, a farmi riflettere. E' semplice, ma non banale, intenso e dolce, a tratti struggente. Una tenera favola che regala serenità, ma non solo... Le metafore che vi sono contenute, infatti, offrono momenti di riflessione e una specie di ritorno ai valori veri della vita, se così si può dire. Valori che, spesso e volentieri, ce li dimentichiamo per strada.

[...] Tutti i grandi sono stati bambini una volta.
Ma pochi di essi se ne ricordano. [...]


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sabato, 27 gennaio 2007 @ 09:07
Questo è l'inferno. Oggi, ai nostri giorni, l'inferno deve essere così, una camera grande e vuota, e noi stanchi stare in piedi, e c'è un rubinetto che gocciola e l'acqua non si può bere, e noi aspettiamo qualcosa di certamente terribile e non succede niente e continua a non succedere niente. Come pensare? Non si può più pensare, è come essere già morti. Qualcuno si siede per terra. Il tempo passa goccia a goccia.

tratto da "Se questo è un uomo" di Primo Levi
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Categoria: letture
venerdì, 26 gennaio 2007 @ 13:27
...sempre Ligabue...sempre Radiofreccia...


Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards.
Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che vuole l'affitto ogni primo del mese.
Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi.
Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.
Credo che non sia tutto qua, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio.
Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche, che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose.
Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock'n'roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici, ogni tanto questo buco me lo riempiono.
Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddie Merckx.
Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.

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Categoria: musica, cinema
giovedì, 25 gennaio 2007 @ 09:51
"...oppure sono loro che perdono me..."
Mi sono svegliata con questa canzone che mi girava nella testa e che ora mi terrà compagnia per tutta la giornata...



Ho perso le parole
eppure ce le avevo qua un attimo fa,
dovevo dire cose
cose che sai,
che ti dovevo
che ti dovrei.
Ho perso le parole
può darsi che abbia perso solo le mie bugie,
si son nascoste bene
forse però,
semplicemente
non eran mie.

Credi
credici un po'
metti insieme un cuore e prova a sentire e dopo
credi
credici un po' di più di più davvero.

Ho perso le parole
e vorrei che ti bastasse solo quello che ho,
io mi farò capire
anche da te,
se ascolti ben se ascolti un po'.
Sei bella che fai male
sei bella che si balla solo come vuoi tu
non servono parole
so che lo sai
le mie parole non servon più.

Credi
credici un po' sei su radiofreccia guardati in faccia e dopo
credi
credici un po' di più di più davvero.

Ho perso le parole
oppure sono loro che perdono me,
io so che dovrei dire
cose che sa,
che ti dovevo, che ti dovrei.
Ma ho perso le parole
che bello se bastasse solo quello che ho,
mi posso far capire
anche da te,
se ascolti bene
se ascolti un po'.

Credi
credici un po'
metti insieme un cuore e prova a sentire e dopo
credi
credici un po' di più di più davvero.
Credi
credici un po' sei su radiofreccia guardati in faccia e dopo
credi
credici un po' di più di più davvero.

(Ligabue)

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Categoria: musica, canzoni
martedì, 23 gennaio 2007 @ 15:18
E. R. - Medici in prima linea è, ormai, arrivato alla dodicesima (o undicesima? non sono sicura) serie. Con orgoglio posso affermare di non essermi persa nemmeno un episodio del pronto soccorso più famoso del mondo... Ho fatto il tifo per la storia d'amore tra il dottor Ross e l'infermiera Hateway... Mi sono lasciata conquistare dalla tenerezza e sensibilità di un giovane ed, ancora, inesperto Carter... Il sarcasmo del dottor "missile" Romano mi ha strappato più di qualche sorriso... Ho versato lacrime alla morte di Mark "Ciccio" Green (sia nella puntata in cui Carter legge la lettera d'addio, sia nella puntata ambientata alle Hawaii).
E' incredibile quanto questo telefilm sia riuscito a conquistarmi, ad accompagnarmi dagli anni del liceo sino a quelli universitari. Posso dire con assoluta certezza che le vicende professionali e personali di medici ed infermieri sono entrati a far parte della mia vita. E' diventato un appuntamento fisso, che si ripete ogni anno... Ed è proprio qui che sta il problema... Mi sto rendendo conto che lo guardo solo ed esclusivamente perchè è un'abitudine, una specie di rito.
Nel corso degli anni sono cambiati molti protagonisti. Con l'uscita di scena di Carter (alla fine dell'undicesima? serie) non ci sono più superstite della prima serie. E il telefilm, nel complesso, ne risente. Personaggi come Kovac, Abby, Pratt, ecc... non hanno lo spessore dei loro predecessori. Anche  le vicende personali, che si intrecciano a quelle lavorative, mi sembrano scialbe o, addirittura, sanno di "vecchio", di già detto.
Fatte queste brevi considerazioni mi chiedo: è colpa di tutti questi cambi "della guardia" oppure son io che, con il passare del tempo, mi aspetto cose diverse?

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domenica, 21 gennaio 2007 @ 11:39


Tears In Heaven (E. Clapton)

Would you know my name
if I saw you in heaven ?
Would you feel the same
if I saw you in heaven ?
I must be strong and carry on.
'Cause I know I don't belong here in heaven.
Would you hold my hand
If I saw you in heaven ?
I'll find my way through night and day.
'Cause I know I just can't stay here in heaven.
Time can bring you down

time can bend your knees.
Time can break your heart

have you begging please.

Begging please...

Beyond the door there's peace I'm sure.
And I know there'll be no more tears in heaven.
Would you know my name
if I saw you in heaven ?
Would you feel the same
if I saw you in heaven ?
I must be strong and carry on.
'Cause I know I don't belong here in heaven


...alle emozioni che mi hai regalato...
ai ricordi che mi hai lasciato...
al tuo sorriso, che non dimenticherò...
a te, che sei stata la prima...
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Categoria: musica, ricordi, canzoni
venerdì, 19 gennaio 2007 @ 17:56
[...]  "O animal grazïoso e benigno
che visitando vai per l'aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,
se fosse amico il re de l'universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c'hai pietà del nostro mal perverso.
Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che 'l vento, come fa, ci tace.
Siede la terra dove nata fui
su la marina dove 'l Po discende
per aver pace co' seguaci sui.
Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense."
Queste parole da lor ci fuor porte.
Quand'io intesi quell'anime offense,
china' il viso e tanto il tenni basso,
in che 'l poeta mi disse: "Che pense?"
Quando rispuosi, cominciai: "Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!"
Poi mi rivolsi a loro e parla' io,
e cominciai: "Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.
Ma dimmi: al tempo d'i dolci sospiri
a che e come concedette Amore
che conosceste i dubbiosi disiri?"
E quella a me: "Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore.
Ma s'a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante".
Mentre che l'uno spirto questo disse,
l'altro piangëa; sì che di pietade
io venni men così com'io morisse.
E caddi come corpo morto cade.  [...]

La Divina Commedia, Inferno, Canto V
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Categoria: letture
giovedì, 18 gennaio 2007 @ 09:31
...prendi un libro che hai amato, vai a pagina 123, salta cinque righe e prendine tre...

Faccio un pò di pubblicità (nel mio piccolo, ci mancherebbe...) ad un'iniziativa lodevole ed interessante degli amici del NapoliMilano. Quindi...a tutti quelli che considerano il libro come il loro miglior amico, consiglio di fare una capatina qui .

Update: ho imparato pure a "linkare"... Notevole, direi!


 
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martedì, 16 gennaio 2007 @ 17:16
Su segnalazione di un amico ho visitato il sito magnaromagna.it. Curiosando un pò qua e un pò là, ho fatto vari test e quiz. Uno di questi traccia il profilo sessuale in base al colore preferito.
Ecco il mio risultato (ci azzecca parecchio, eh?!)...

BLU: Gli amanti del blu sono compagni meravigliosi. Sono monelli, affettuosi e sensibili ai bisogni del loro compagno. Considerano fare l'amore un arte raffinata e il loro approccio è elegante. Gli uomini che amano il blu sono come pianisti che entusiasmano la loro compagna come se stessero suonando un pianoforte ad un concerto. Le donne che amano il blu godono pienamente del sesso. Sono compagni eccitanti, ma la loro passione è più simile a una marea, ad un onda piuttosto che ad una focosa aggressione. Sia gli uomini che le donne apprezzano i preliminari e gli attimi seguenti tanto quanto l'atto d'amore in sè. Nel matrimonio un amante del blu è un compagno meraviglioso (che non cerca mai interessi esterni alla coppia).

...devo dire di essere particolarmente "fortunata"...certi profili fanno semplicemente paura...

Update: per chi volesse cimentarsi, ecco il link.

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Categoria: ho letto in giro
martedì, 16 gennaio 2007 @ 09:25
Cinque segreti... Cinque istantanee del mio vissuto che nessuno conosce (oppure di cui solo in pochi  sono a conoscenza). Non è mica semplice. Si sta rivelando un'impresa abbastanza impegnativa, almeno per quel che mi riguarda. Sono indecisa, molto indecisa...

...potrei raccontare della gita in terza liceo, durante la quale abbiamo fatto come  Pieraccioni & Co. ne "I laureati": uscire dalla pizzeria senza pagare il conto e correre a perdifiato per le vie cittadine. Con l'unica differenza che nessuno ci ha rincorsi e, credo, nessuno si sia accorto della nostra fuga, visto il caos che c'era in quel locale. Ma ogni volta che ci ripenso mi rimorde la coscienza...

...potrei raccontare di quella volta che, neopatentata, decisi di saggiare la solidità di un muretto. Cercai di rimediare al danno con pennello e vernice...

...potrei includere nella cinquina anche le attrazioni al femminile che ho vissuto. Certo, un paio di persone ne sono a conoscenza. Ma, a volte, vorrei poterlo (meglio: vorrei riuscire) a dirlo a tutti...

...potrei anche menzionare il blog. Penso possa rientrare di diritto tra i segreti, visto che nessuno sa...

...potrei raccontare della telefonata che ricevetti da una compagna di liceo esattamente un anno dopo gli esami di maturità. Eravamo a fine giugno. Io, presa con lo studio e con la mente quasi in vacanza, mi meravigliai. Come spesso succede, finite le superiori ci si perde di vista. E così successe pure a noi. Durante quella lunga chiacchierata telefonica mi chiese più volte di vederci per un gelato, aperitivo, caffè...mi diede pieni poteri di scelta. "Questo periodo è un pò incasinato...sai com'è gli esami...lo studio mi prende un sacco di tempo...poi il ragazzo..." le dissi. Ma promisi di trovare un paio di ore libere da passare insieme. Seguirono altre telefonate da parte sua, qualche sms... Io il tempo non lo trovai. Circa un mese dopo, il 27 luglio, lei si tolse la vita. Ora non voglio dire e nemmeno pensare che passare del tempo insieme poteva cambiare le carte in tavola. No. E tutto quello che si dice a posteriori, o che potrei dire ora, sono solo frasi di circostanza, perchè con i se e con i ma non si riesce a far entrare Parigi in una bottiglia. Non so spiegare il motivo per cui non dissi a nessuno che lei mi cercò. O forse sì, lo so...

Sono stata incaricata dalla cara amica AnneHeche a compiere questa "missione"... Invito, a mia volta, Chiccolicca, MagicaDoremì, RainBoy, RayOfMoon...qualora lo vorranno, continueranno con il gioco.

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Categoria: ricordi, esperimenti